Assemblea Generale 2008
-valdaveto.it-

Accesso € 15,00 (Il prezzo potrebbe subire variazioni nel corso dell’anno)
Per esercitare la pesca nella Riserva Turistica è necessario essere soci dell’Associazione Pesca Sportiva "Val D’Aveto" o di una delle Associazioni Pescasportive nazionali riconosciute dall’Amministrazione Provinciale di Genova (U.N.Pe.M. - F.I.P.S.A.S. - ARCIPESCA - A.I.C.S. - ENAL PESCA e LIBERA PESCA). Occorre inoltre essere titolari di valida licenza di pesca nelle acque interne e del regolare permesso di accesso.
REGOLAMENTO RISERVE TURISTICHE
Fatte salve le disposizioni di legge, si applica il seguente orario:
-periodo invernale: dalle ore 7 alle ore 12,30 e dalle ore 13,30 alle 19 fino al 1° Maggio.
-periodo estivo: (dal 1° Maggio): dalle ore 7 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 21.
1) Il permesso è valido per mezza giornata (mattina o pomeriggio) negli orari consentiti, per la zona indicata, consente la cattura di un massimo di cinque salmonidi, non è cedibile e deve rimanere al pescatore per tutto il periodo della pesca. E’ prescritta l’esatta compilazione del tagliando (zona, data, nome e cognome) e l’immissione nelle cassette poste lungo la zona di pesca della parte sinistra prima dell’inizio della pesca.
2) Ad ogni cattura di salmonidi il pescatore deve staccare il bollino di controllo numerato prima di iniziare la successiva azione di pesca.
3) I salmonidi di misura minima 25cm devono essere sempre computati agli effetti delle catture e trattenuti dal pescatore titolare del permesso. E’ vietato passarli ad altri o depositarli altrove. E’ vietato rimettere in acqua i salmonidi di misura già catturati, il pesce allamato deve essere prontamente portato a terra, effettuata la cattura dei 5 salmonidi si dovrà cessare la pesca nella riserva turistica.
4) E’ vietata la pesca a strappo e qualsiasi forma di pasturazione.
5) Oltre al presente regolamento il pescatore è tenuto a conoscere ed osservare quanto stabilito dalle leggi sulla pesca e dall’art. 23 c.1 lett. K l.r. 21/2004 e successive modifiche e integrazioni.
6) L’ente gestore non è responsabile nel caso che non venga realizzata la quota nei tempi e nei modi stabiliti e pertanto non è tenuto a rimborsare o rinnovare il permesso.
7) L’Amministrazione Provinciale e l’Ente Gestore declinano ogni responsabilità in merito ad eventuali danni a persone o a cose che potrebbero derivare dall’esercizio della pesca nella zona turistica.
SANZIONI
a) pesca senza permesso giornaliero: penalità da € 51,00 a € 309,00.
b) chiunque violi le disposizioni contenute nel presente atto non punite in via specifica da altre disposizioni normative, è soggetto, oltre alle pene previste dall’art. 23 c.1 lett. K l.r. 21/2004, all’automatica cessazione di validità del permesso di accesso alla pesca.
c) chi catturi illegittimamente o comunque determini la morte di esemplari di specie ittiche è tenuto al pagamento, a titolo di risarcimento forfettario dei danni, della somma di € 26,00 per ogni salmonide e di € 10,00 per ogni altra specie di pesci. Dal 1° Settembre fino a chiusura della stagione è possibile praticare la pesca "No Kill" con un permesso di € 15,00 valido per una giornata intera. La pesca "No Kill" è consentita a mosca, cucchiaio, amo singolo senza ardiglione.
ZONA SPECIALE "NO KILL" - TORRENTE AVETO (dalla confluenza del Rio Ertola fino al ponte in Loc. Isola Rotonda -SS586-)
ZONA SPECIALE "NO KILL" - TORRENTE GRAMIZZA (confluenza Torrente Aveto -Ponte Romanico)
Prenotazioni e rilascio dei permessi presso Bar Luca (Nazionale) Via Roma 6, Rezzoaglio - tel. 0185.870.297 - Chiuso il Martedì, escluso festivi.
Permesso giornaliero € 10,00. Permesso speciale € 35,00 valido per 5 uscite.
Per esercitare la pesca nella Zona "No Kill" è necessario essere soci dell’Associazione Pescatori Val D’Aveto o di una delle Associazioni Pescasportive nazionali riconosciute dall’Amministrazione Provinciale di Genova (U.N.Pe.M. - F.I.P.S.A.S. - ARCIPESCA - A.I.C.S. - ENALPESCA e LIBERA PESCA).
Occorre inoltre essere titolari di valida licenza di pesca nelle acque interne e del regolare permesso di accesso.
La zona di pesca regolamentata è compresa nel tratto del Torrente Aveto, dalla confluenza del rio Molini alla confluenza del torrente Gramizza.
Capo Trofeo: ogni permesso da diritto a trattenere una Trota Fario superiore ai 45 cm.
ACCESSO ALLA PESCA:
L’esercizio della pesca nel tratto "NO KILL" è consentito a tutti i titolari di valida licenza di pesca nelle acque interne e del permesso di accesso alla zona a regolamentazione speciale. Al fine dell’ottenimento dei permessi, è comunque tassativamente obbligatorio presentare agli incaricati della conduzione, la licenza di pesca ed ottemperare nel contempo al pagamento a favore dell’A.P.S. Val d’Aveto delle quote diseguito precisate. Vengono previsti ed esitati DUE tipi di permessi di pesca giornalieri con validitàda un’ora prima dell’alba ad un’ora dopo il tramonto.
ESERCIZIO DELLA PESCA. L’Associazione Pescasportiva Val D’aveto è tenuta ad osservare ed a far osservarenell’esercizio della pesca le vigenti disposizioni di legge e regolamentari edelle norme particolari che seguono:
1) l’attività pescatoria può essere esercitata tutti i giorni, escluso il Martedì diogni settimana purchè non festivo ai sensi di legge
2) l’esercizio della pesca è subordinato al possesso della licenza e del permesso
3) prima di accedere alla zona a regolamentazione speciale è fatto obbligo a ciascun pescatore di depositare nelle apposite cassette, collocate in prossimità del torrente la parte I del tagliando d’ingresso debitamente compilato
4) la parte restante (parte II), deve essere trattenuta dal pescatore che ha l’obbligo di esibirla, unitamente alla licenza, agli Agenti di Vigilanza, di compilarla annotando le catture effettuate, specie e taglia, di depositarla, al termine dell’azione di pesca o dell’orario consentito, in una delle cassette precitate
5) sono vietate le correzioni mediante abrasione o cancellatura dei dati personali del pescatore, del giorno e ora di inizio pesca, sui permessi di accesso alla zona a regolamentazione speciale
6) la pesca è consentita esclusivamente da un’ora prima dell’alba ad un’ora dopo il tramonto
7) le tecniche consentite sono: *pesca a mosca o coda di topo (mosca secca, ninfa, streamer, con massimo2 mosche prive di ardiglione o con ardiglione reso innocuo mediante schiacciaturao limatura) *spinning (cucchiaino rotante, con un solo amo privo di ardiglione o con ardiglione reso innocuo mediante schiacciatura o limatura)Perfettamente lisci e senza alcuna sporgenza devono restare i punti di asportazione di altri ami, sono assolutamente vietati pesciolini finti od altre imitazioni, è vietato appesantire o piombare la lenza al di fuori dell’artificiale (sia per lamosca che per lo spinning)
8) non è ammesso portare nel luogo di pesca pesci anche se catturati in altro luogo
9) dalla data di apertura della pesca alla trota fario fino all’alba della prima domenica di maggio l’entrata in acqua è limitata all’altezza del ginocchio, ad eccezione dei guadi che saranno appositamente evidenziat
10) il pescatore è tenuto ad adoperarsi affinchè le azioni di recupero e slamatura risultino rapide
11) il pesce allamato non potrà per nessun motivo essere fatto uscire dall’acqua o depositato sul bagnasciuga per essere slamato
12) è obbligatorio evitare tutti i comportamenti che possono arrecare danno permanente o letale ai pesci, come l’inadeguata salpatura nonchè la manipolazione con mani asciutte o l’inadeguata manipolazione, anche se effettuata con mani bagnate, il mancato taglio della lenza nel caso non possano essere liberati dall’amo senza danno e compromissione della loro vitalità
13) l’Associazione Pesca Sportiva "Val d’Aveto" declina ogni responsabilità per danni a cose o persone nell’area di sua competenza
SANZIONI - Esercizio di pesca senza il permesso di accesso: da EURO 51,00 a EURO 309,00 (art. 23 c.1 lett. K l.r. 21/2004).Chiunque violi le disposizioni contenute nel presente regolamento, non punite in via specifica da altre disposizioni normative, è soggetto, oltre alle pene previste dall’art. 23 c.1 lett. D. l.r. 21/2004, all’automatica cessazione di validità del permesso di accesso alla pesca.
Questi sono i nostri esercizi convenzionati, presso di loro potrete acquistare le tessere sociali e i permessi per la Zona Turistica o il Lago delle Lame, oltre a chiedere informazioni.
La semina delle trote in previsione dell'apertura della pesca 2008 avverrà mercoledi 20 Febbraio a partire dalle ore 10:30, per qualsiasi informazione:



Contattaci,
saremo lieti di darti quante più informazioni possibili per passare nel migliore dei modi il tuo passatempo preferito, ci trovi a Rezzoaglio, in
Via Capoluogo presso Palazzo Comunale, 16048
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La Valle dell'Aveto è la più ristretta tra quante ne esistono sul versante settentrionale ell'Appennino Ligure orientale. Per un grandissimo tratto, ad eccezione dell'esteso bacino d'origine, può essere considerata come un solco che separa tra loro due delle più importanti catene montagnose di questa regione, tramutandosi infine in una profonda e ristretta gola per collegarsi, in località Confiente, al fiume Trebbia di cui è il principale affluente.
Il crinale di sinistra ha un'altezza superiore ai 1000 m. per una estensione di circa 33 km., molto frastagliato all'inizio (M. Caucaso) per la composizione di rocce scistose e tenere, diventa più ampio e regolare per la formazione di rocce dure e calcaree verso il M. delle Tane. Ad esso appartiene il Bric Oramala (m.1525) costituito da calcari, che dista dal M. Crociglia (m. 1578) nell'opposto crinale di destra solo 5150 m., riducendo la valle, su cui cadono ripidi i due versanti, ad una gola.
La costolatura di sinistra risulta divisa dal torrente Gramizza, sub-affluente dell'Avete, in due gruppi:quello del M. Penna e quello del M. Maggiorasca, i cui nuclei, costituiti da rocce diabasiche e serpentinose, furono certamente gli elementi determinanti la valle.
Il Torrente Aveto, anticamente denominato Avanto (1), nasce dal monte Caucaso (m. 1245) al passo dell'Acquapendente, a pochi metri dalla cresta spartiacque tra la valle dell'Aveto e la Val di Malvaro. Una zona, questa, scistosa e di facilissima erosione; se per frane od altre accidentalità di alcuni semiconi del bacino di origine del Malvaro, si abbassasse la linea di vetta della valli che li separa dall'Aveto di soli 30 metri, tutta questa prima parte del torrente verrebbe a cadere sul versante meridionale.
Dopo il primo tratto in cui scorre in una gola relativamente ampia e verdissima, l'Aveto entra nella piana di Cabanne, in località Parazzuolo, dove riceve le acque del primo subaffluente di una certa importanza, il Ventarola, che nasce dal M. Ramaceto (m. 1345), un gruppo isolato dovuto ad un affioramento cupolare di arenarie. In questa zona la valle comincia ad ampliarsi, diminuendo notevolmente la pendenza a causa delle rocce serpentinose di Farfanosa e Costafigara che agirono per il passato come una chiusa.
Dalle chiuse di Massapello, l'Avete,precipita per un breve tratto fra scogli, marmitte e laghetti fino a trovar pace nella zona compresa tra Brignole, Rezzoaglio ed il ponte di Alpepiana. È qui che si arricchisce dell'apporto di altri affluenti tra cui il Gramizza, stabilitesi nella zona scistosa del versante occidentale del M. Maggiorasca (m. 1800) ed il rio di S. Stefano d'Avete, che divide dal M. Maggiorasca propriamente detto, il M. Croce di Martincano (m.1723), il M. Nero (m. 1753), il Groppo Rosso (m. 1586), mentre il Gramizza, per lo stesso motivo, lo divide dal M. Tornarlo (m. 1602).
Le catene dei monti verso la Val ,Trebbia culminano dapprima nel M. Collere (m. 1288), poi nel M. Garba (m. 1326), nel Bric Oramala per proseguire infine nelle cime del Dego (m. 1427), nel monte Veri (m.1223) e nel M. delle Tane (m. 1198).Verso la Valle Sturla, il M. Aiona (m.1701) che si trova ad occidente del M. Penna (m. 1735) ed altre cime di minore altezza che gli si collegano, in modo particolare il M. degli Abeti (m. 1542), sono uniti da una interessante dorsale pianeggiante, il più alto terrazzo abrasivo che si conosca della Liguria, dando origine ad una serie di contrafforti e pendii rincalzati da valletto, foreste di abeti e macchie di faggi, con un tale campionario di piante alpine e subalpine da giustificare la riserva integrale delle Agoraie e del Lagastro, e la foresta demaniale delle Lame.
Le due riserve sono sede di depressioni crateriformi di origine glaciale, trasformati in pozzi assorbenti (non avendo scolo naturale), in piccoli ristagni d'acqua, che vengono impropriamente definiti laghi. I più notevoli sono i cosiddetti laghi delle Agoraie di cui i principali sono quattro, contigui, senza emissari; essi contribuiscono a rendere la località una delle più pittoresche dell'Appennino Ligure. In corrispondenza di un altro rivo, troviamo i due laghi degli Abeti: uno detto lago Riondo, è interamente asciutto d'estate, senza emissari in qualsiasi stagione, poco profondo e melmoso; l'altro molto più profondo (2), è un pozzo naturale fornito in tutte le stagioni da emissari ed è chiamato lago Giavei. Poco lontano dai laghi degli Abeti s'incontra il lago delle Lame o S. Bartolomeo (3) crateriforme, in incavato nella roccia stessa a monte, e limitato da alture epigeniche a valle. Non avendo emissari, le sue acque diminuiscono in tempo di magra. In queste riserve hanno particolare rilievo i valori paesaggistici e ambientali, come risultante di un perfetto equilibrio tra gli aspetti geomorfologici del territorio, la flora e la fauna.
Un'altra foresta demaniale è quella del monte Penna frutto di passati rimboscamenti, ma la cui origine è molto antica.
(1) Molti credono che derivi da Abete poiché un tempo piante di questa specie vegetavano su questi monti invece dei faggi. Emanuele Celesia afferma che «ar», nelle lingue aramaiche ed iraniche, voglia dire fiume, e nell'antico slavo derivato equivaleva ad acqua. Quindi dopo ampia dimostrazione, l'autore asserisce che «ar», radice di fiumi, si trova spesso modificato in «ave» e «ava» come: Aveto, Avenza, la Drava, la Sava.
(2) Anche se i contadini lo ritengono senza fondo.
(3) La leggenda attribuisce l'origine del lago ad uno sprofondamento: infatti un giorno, la Madonna passò per questi monti e si fermò ad un paesello che si trovava dove ora è il lago, e qui tenne a battesimo un bambino. Con sè aveva un sacco di farina che pensò di lasciare in custodia ai genitori del figlioccio, prima di riprendere il viaggio. Costoro però, vuotarono il sacco, lo riempirono di cenere appena coperta da uno strato di farina. Ritrnta, la Madonna prese il sacco e per strada s'accorse dell'inganno; allora scgliò una maledizione su quel paese che sprofondò e si formò un lago; di tutti gli abitanti fu salvo solo il figlioccio, trovato nella culla che galleggiava sull'acqua.

Questi sono, in sintesi, gli obiettivi che si propone l'APS Val d'Aveto, saremo lieti di delucidarvi ulteriormente sulle nostre iniziative.
Promozione e sviluppo della Pesca Sportiva nella Valle mediante l'organizzazione di manifestazioni sportive, didattiche e agonistiche
Gestione della Pesca in accordo con gli Enti competenti
Gestione di impianti per la produzione in loco del materiale ittico autoctono idoneo al ripopolamento
Salvaguardia e tutela della flora e della fauna del bacino avetano con particolare interesse verso il Temolo, specie radicata nel torrente Aveto
Bonifica e pulizia dei territori adiacenti e circostanti il bacino fluviale nei Comuni interessati
Ricerca e recupero del ceppo mediterraneo di Trota Fario in collaborazione con la Provincia di Genova
Sensibilizzazione delle Istituzioni riguardo al problema Aironi e Cormorani, specie ormai infestanti in Vallata, che decimano la popolazione ittica
Collaborazione con Scuole per sensibilizzare i giovani nei riguardi della fauna ittica e della Natura in generale
Valorizzazione dell'ecosistema fluviale con l'obiettivo di incrementare il turismo eco-piscatorio cercando inoltre di creare opportunita' lavorative
Rafforzamento della collaborazione tra le Associazioni operanti al di fuori dell'ambito Avetano (Val Trebbia)
Tabellatura dei corsi d'acqua per una loro facile individuazione
Emissione di pacchetti turistici "all inclusive" in collaborazione con gli operatori locali.
Benvento in Valdaveto.it
L'associazione Pesca Sportiva "Val d'Aveto" nasce il 22 Gennaio 2000 presso il Palazzo Comunale di Rezzoaglio, entrano a far parte del consiglio 12 pescatori liberamente eletti dagli intervenuti. Fanno parte dell'Organizzazione anche 2 rappresentanti dei Comuni di Rezzoaglio e S.Stefano, da loro individuati; i Comuni stessi, con apposita delibera riconoscono l'Associazione come soggetto rappresentativo a tutti gli effetti.
Col 2008, con la diffusione dei blog, anche noi usciamo su questa piattaforma, non un semplice sito, fermo, statico, ma un modo di comunicare news e tutto quanto ruota attorno all'Aveto che fa si che chiunque possa interagire, chiedere, domandare tutto ciò che vuole, bello no?